STUDIO LEGALE CARACCI  

Avv. Gianni Caracci

Avv. Vituccia Catania

Penale-Civile-Amministrativo

Via Vittorio Emanuele 24, 91028 Partanna Tp

Tel e Fax 092487971 Cell. 3284274652


 

LA MASSIMA

 

Reati – contravvenzioni – punibilità a titolo di tentativo – esclusione – fattispecie in materia edilizia.

 

Poichè nel sistema penale le contravvenzioni non sono punibili a titolo di tentativo, va assolto l’imputato che, pur avendo compiuto atti idonei a realizzare un’opera abusiva, al momento dell’accertamento abbia posto in essere solo condotte per le quali autonomamente era richiesta la semplice autorizzazione edilizia e non già la concessione.

 

 

                                                                REPUBBLICA ITALIANA 

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 TRIBUNALE DI MARSALA 

Sezione Distaccata di Partanna

Il Tribunale in composizione monocratica in persona della dott.ssa Roberta Nodari
alla pubblica udienza del 2 luglio 2002, ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo, la seguente
                                                                          SENTENZA
nel procedimento penale
                                                                             contro


S. A., nata a Partanna (TP) l'1.9.1932 e residente a Palermo Leonardo Da Vinci n.386;
libera contumace.
                                                           IMPUTATA

a) del reato di cui all'art.20 lett.b)L.47/85 per avere realizzato in C.da Montagna nella qualità di committente, senza la prescritta concessione urbanistico - edilizia, lavori í ristrutturazione, su un fabbricato rurale di proprietà dell'indagata, "sdoppiamento in due elevazioni, abbassando il livello del piano terra di un metro rispetto al piano di campagna, raggiungendo, così il livello del piano strada, il tutto prevedendo un'adeguata sottofondazione in calcestruzzo armato";
b) del reato di cui agli artt.17, 18, 20 L. 64/74 perché, nella qualità di committente, realizzava la costruzione anzidetta, in zona sismica, senza la preventiva autorizzazione del Genio Civile ovvero prima del rilascio dell'autorizzazione ovvero senza la direzione di un tecnico abilitato;
c) del reato di cui agli artt.l, 3, 20 L.64/74 per avere realizzato la costruzione di cui al capo a) in zona sismica in difformità delle prescrizioni tecniche previste dalla stessa legge e dai relativi decreti ministeriali;
d) del reato di cui agli artt. 2 e 13 della L.1086/1971 perché, nella qualità di committente, realizzava la costruzione di cui al capo a) in conglomerato cementizio armato, senza la progettazione e direzione di un tecnico professionista;
e) del reato di cui agli artt. 4 e 14 L.108611971 per avere realizzato la costruzione di cui al capo a) omettendo di denunciare i lavori, prima del loro inizio, all'Ufficio del Genio Civile;
Accertato in Partanna il 27.5.1998.
Con l'intervento del Pubblico Ministero dott.ssa Francesca Ferro, V.P.O., giusta delega del Signor Procuratore della Repubblica di Marsala, e dell'avv. Giovanni Caracci difensore di fiducia dell'imputata.
Le parti hanno così concluso: il Pubblico Ministero ha chiesto l'assoluzione dell'imputata perché il fatto non sussiste;
il Difensore ha chiesto l'assoluzione dell'imputata perché il fatto non è previsto dalla legge come reato e, in subordine, non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
                                                                   MOTIVAZIONE
Con decreto di citazione emesso dal P.M. in sede il 12.6.2001, S. A. veniva tratta a giudizio dinanzi al Tribunale di Marsala,- Sezione Distaccata di Partanna per rispondere dei reati a lei ascritti in rubrica.
Non comparendo in udienza, senza addurre alcun legittimo impedimento, veniva dichiarata contumace.
Aperto il dibattimento, il P.M. chiedeva di provare i fatti descritti in imputazione mediante l'esame dei testi di lista.
La Difesa chiedeva l'esame dei testi della propria lista, nonché la produzione dei seguenti documenti: autorizzazione in sanatoria n.46/97 del 25.8.98, parere favorevole della Commissione Edilizia del Comune di Partanna dell' 1.12.1997, parere dell'Ufficio del Genio Civile di Trapani del 3.6.1998 ed ordinanza di sospensione dei lavori adottata dal Comune di Partanna il 9.6.1998.
Il Tribunale ammetteva le prove indicate dalle parti e procedeva all'audizione del dr. Menfi Vincenzo, Comandante della Polizia Municipale di Partanna, e del teste di difesa arch. Federico Accardo dell'Ufficio Tecnico del Comune, rinunziando entrambe le parti all'audizione dei restanti testi.
Quindi, dichiarata l'utilizzabilità degli atti e delle prove assunte, il P.M. e la Difesa precisavano le conclusioni rispettivamente indicate in udienza.
Tanto premesso, all'esito dell'istruttoria dibattimentale è emerso che in data 27.5.98 personale della Polizia Municipale, unitamente al tecnico del Comune di Partanna, effettuava un sopralluogo presso il fondo di proprietà di S. A. sito nella C.da Montagna di Partanna ed iscritto nel foglio di mappa n.36 particella n.186.
Ivi accertava che era stata effettuata la demolizione del solaio di copertura dell'immobile esistente e dei tramezzi interni e che erano state eseguite opere di scavo interne al fabbricato.
Al momento dell'accesso non era presente né la proprietaria né il direttore dei lavori. Successivamente veniva individuata la titolare del fondo nell'odierna imputata S. A.
In ogni caso, essendovi operai al lavoro ed essendo stata trovata anche un'impastatrice, appariva evidente che erano in corso dei lavori edilizi: sicchè, non essendo stata esibita alcuna concessione o autorizzazione di tali lavori, si procedeva al sequestro dell'opera abusiva.
In prosieguo veniva accertato che presso il Comune di Partanna risultava depositato un progetto di ristrutturazione del fabbricato in questione, già oggetto di parere favorevole della Commissione Edilizia del Comune di Partanna in data 1.12.97, ma che non era stata ancora emessa la concessione edilizia per eseguire tali lavori.
E' tuttavia emerso che le opere di demolizione e scavo accertate il 27.5.98 erano comunque autonomamente soggette ad autorizzazione edilizia, non richiedendosi per esse la concessione edilizia: pertanto, il Comune, ricorrendo in presupposti di legge, rilasciava l'autorizzazione in sanatoria n.46/97 del 25.8.98.
Ciò posto, osserva il Tribunale che i lavori abusivi di ristrutturazione contestati in imputazione (ovvero lo sdoppiamento in due elevazioni, abbassando il livello del piano terra di un metro rispetto al piano di campagna, raggiungendo così il livello del piano strada, il tutto prevedendo un'adeguata sottofondazione in calcestruzzo armato) non erano stati ancora realizzati alla data dell'accesso avvenuto il 27.5.98.
Ciò che era stato realizzato erano soltanto i lavori di demolizione interna, autonomamente autorizzabili pur in mancanza di una concessione edilizia relativa ai lavori di ristrutturazione: tant'è che in data 25.8.98 è stata rilasciata dal Comune di Partanna l'autorizzazione edilizia in sanatoria n.46/97.
Non risultavano però eseguiti i più articolati lavori di ristrutturazione di cui al capo a) della rubrica.
Pertanto, deve pervenirsi ad una pronuncia di assoluzione dell'imputata ex art.530 c.p.p. "perché il fatto non sussiste".
Parimenti, deve pervenirsi ad una pronuncia di assoluzione con tale formula in ordine alle violazioni penalmente rilevanti della Legge sismica e della Legge sulle opere in conglomerato cementizio armato: infatti a quella data non erano ancora stati eseguiti i lavori di ristrutturazione, sicchè non era necessario ottenere l'autorizzazione del Genio Civile nè effettuare gli altri adempimenti previsti da tali normative in relazione alle opere eseguite di mera demolizione.
Pertanto, non essendo ancora state realizzate le opere contestate in imputazione, deve pervenirsi ai sensi dell'art.530 c.p.p. alla pronuncia di assoluzione dell'imputata "perché il fatto non sussiste".
P.Q.M.
Visto l'art. 530 c.p.p. assolve S. A. dai reati a lei ascritti perché il fatto non sussiste.

Visto l'art.544 co.3 c.p.p. fissa in giorni 40 il termine per il deposito della motivazione
Partanna, 2 luglio 2002.                                                                                        Il Giudice
                                                                                                                         ROBERTA NODARI

DEPOSITATA IN CANCELLERIA
OGGI 10 AGO 2002

 

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