STUDIO LEGALE CARACCI  

Avv. Gianni Caracci

Avv. Vituccia Catania

Penale-Civile-Amministrativo

Via Vittorio Emanuele 24, 91028 Partanna Tp

Tel e Fax 092487971 Cell. 3284274652


La massima

 

Codice della strada – contestazione immediata – omissione – motivazione del verbale - mancanza di prova certa ed incontrovertibile -  conseguenze – nullità del verbale

 

E’ illegittimo il verbale di infrazione al codice della strada allorchè i verbalizzanti non giustifichino adeguatamente i motivi per i quali non hanno proceduto alla contestazione immediata.

In mancanza di contestazione immediata dell’infrazione il verbale deve fondarsi su prove certe ed incontrovertibili e non su deduzioni ed ipotesi, dovendo in tal caso il Giudice provvedere all’annullamento  (fattispecie in cui il mancato uso del casco da parte di un motociclista era stato dedotto unicamente dalla gravità del trauma cranico patito).

 

 

 

Il commento

 

La sentenza aderisce al più recente orientamento della giurisprudenza secondo il quale il Giudice ha l’obbligo di sindacare i motivi per i quali i verbalizzanti non hanno provveduto alla contestazione immediata.

In mancanza di motivazione adeguata, il verbale di infrazione deve essere annullato, quantomeno per mancanza di certezza in ordine all’avvenuta infrazione, finanche quando, come nel caso specifico, la contestazione immediata non è potuta avvenire per assenza dell’asserito trasgressore, nel frattempo trasportato presso un presidio ospedaliero.

Emerge il principio che quanto più la contestazione sia temporalmente lontana dal fatto, tanto più adeguata ed incisiva devono essere la motivazione e l’indicazione degli esiti dell’istruttoria.

A tal proposito, la decisione esplicita la considerazione che, ove non sia avvenuta la contestazione immediata, l’avvenuta infrazione deve ricavarsi da un’istruttoria fondata se non su prove certe, almeno su più indizi concordanti, essendo insufficiente un unico elemento indiziario (nel caso concreto, la gravità del trauma cranico riportato da un motociclista).

(avv. Gianni Caracci)

 

 

La sentenza

(Giudice di Pace di Partanna n. 1/2002)

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI PARTANNA

Il Giudice di Pace di Partanna avv. Francesco CANNIA,  ha emesso la seguente

SENTENZA

Nella causa civile n° 163/2001 R. G. A. C.

TRA

C. R., residente a Partanna ivi elettivamente domiciliato via Vittorio Emanuele 194 presso lo studio dell’avv. Rosario Triolo, che lo rappresenta e difende per procura in calce al ricorso

OPPONENTE

CONTRO

PREFETTURA di TRAPANI in persona del Prefetto pro tempore, domiciliato per la carica presso la Prefettura

OPPOSTO

avente ad oggetto: opposizione ex art. 22 L.689/81.

Conclusioni:

Per l’opponente: annullamento dell’ordinanza ingiunzione 1011/2001 Circ.Traff. del 12/6/2001 nonché dell’atto presupposto verbale di accertamento di violazione al C.d.S. n.2253 Reg. al n.453 della Polizia Municipale di Partanna del 20/11/2000, notificato il 20/12/2000

Per l’opposto: rigetto dell’opposizione perché infondata in fatto e in diritto, con vittoria di spese, forfettariamente determinate in £.200.000.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il 24 settembre 2001, C. R. ha proposto opposizione avverso l’ordinanza ingiunzione n.1011/2001, notificata il 10/7/2001, nonché contro il verbale di accertamento di infrazione elevato dalla Polizia Municipale di Partanna il 20/11/2000, notificato il 20/12/2000, con il quale gli veniva contestato di avere circolato in data 15/11/2000, verso le ore 16, sprovvisto di casco protettivo.

Deduceva in proposito l’opponente che il 15/11/2000 verso le ore 16, mentre circolava a bordo del motociclo Suzuki 750 targato BG201092 veniva coinvolto in un sinistro stradale con l’autovettura targata TP 381865 di proprietà di A. A. e condotta da S. G., la quale ometteva di dargli la precedenza. A seguito del sinistro veniva ricoverato presso l’Ospedale di Castelvetrano e successivamente presso quello di Palermo.

Dopo 5 giorni dal sinistro i Vigili Urbani di Partanna gli contestavano di avere circolato in quella circostanza senza il casco.

Avverso tale verbale aveva proposto in data 16/2/2001 ricorso al Prefetto, il quale in data 12/6/2001 lo aveva respinto, emettendo l’ordinanza ingiunzione impugnata. Lamentava il C. l’assenza di alcuna prova che facesse ritenere la sussistenza della violazione della norma di cui all’art. 171 co.1 lett. B e 2 C.d.S. per cui chiedeva l’annullamento del provvedimento prefettizio per insussistenza della infrazione, per mancata sottoscrizione del provvedimento amministrativo e per carenza di motivazione dell’ordinanza ingiunzione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso è fondato e deve essere accolto.

Dalla documentazione in atti risulta che gli stessi vigili accertatori hanno giustificato l’omessa contestazione immediata dell’infrazione perché all’atto del loro intervento non disponevano di elementi che comprovassero il mancato uso del casco da parte del ricorrente e che tali elementi sono stati successivamente tratti dal referto del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Castelvetrano che aveva evidenziato la presenza di un grave trauma cranico.

Da quanto sopra si evince chiaramente che quella formulata dai verbalizzanti è una deduzione, una ipotesi e non una prova certa e incontrovertibile.

Tale ipotesi è fondata esclusivamente sulla gravità del trauma, ma ciò non esclude che al momento dell’impatto con il selciato il C. indossasse il casco.

Tale ultima conclusione appare verosimile per il fatto che il C. ha battuto la testa al suolo dopo un volo di circa 9 metri, nonché per il fatto che nessuna ferita lacero contusa gli è stata riscontrata alla testa.

In mancanza di elementi sufficienti di colpevolezza ritiene il decidente conforme a giustizia accogliere l’opposizione e annullare l’ordinanza ingiunzione prefettizia e il verbale di contravvenzione che ne è il presupposto.

Dichiara compensate tra le parti le spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Partanna, definitivamente pronunciando sul ricorso depositato da C. R. il 24/9/2001, contro il Prefetto di Trapani, accoglie l’opposizione e annulla l’ordinanza ingiunzione n.1011/2000 Circ. Traff. emessa dal Prefetto di Trapani il 12/6/2001 e notificata il 10/7/2001.

Dichiara compensate tra le parti le spese del giudizio.

Così deciso nell’ufficio del Giudice di Pace di Partanna il 27/11/2001.

                                                                                        IL GIUDICE DI PACE

                                                                                        (Avv. Francesco Cannia)

   IL CANCELLIERE

                                         

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