STUDIO LEGALE CARACCI  

Avv. Gianni Caracci

Avv. Vituccia Catania

Penale-Civile-Amministrativo

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LA MASSIMA

Pubblico impiego – Concorso per titoli - Mancata valutazione di mansioni superiori svolte di fatto in profilo corrispondente a quello messo a concorso – Fattispecie – Irrilevanza

 

Nell’ambito di procedure di selezione pubbliche possono essere valutate, quali titoli specifici, solo le prestazioni effettuatesulla base della qualifica professionale attribuita dall’amministrazione mediante assegnazione e non anche le eventuali mansioni superiori svolte in via di fatto dal dipendente

La sentenza

(TAR PALERMO sez. III, n. 868/2005)

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, sede di Palermo, Sezione Terza,con l’intervento dei signori Magistrati:

- dott.NICOLO’ MONTELEONE- Presidente

- dott.GIOVANNI TULUMELLO- Referendario

- dott.ssa MARA BERTAGNOLLI- Referendario -est

ha pronunziato la seguente

S E N T E N Z A

sul ricorso n. 633/00,Sezione Terza, proposto da S. A., rappresentata e difesa dall’avv. Francesco Tinaglia e domiciliata in Palermo presso lo studio dello stesso, in via Santuario di Cruillas, n. 8;

CONTRO

il Comune di Partanna, in persona del Sindaco, legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Giovanni Elia, presso lo studio del quale è domiciliato in Palermo, via E. Amari, n. 58;

e nei confronti di

  • S. V.;
  • a. g.;
  • c. r., non costituiti in giudizio;

per l’annullamento

previa sospensione:

  • della deliberazione della Giunta Municipale del Comune di Partanna n. 559 del 29.12.1999, pubblicata all’albo pretorio dal 02.01.2000 al 16.01.2000, con la quale è stata approvata la graduatoria del concorso per titoli per la copertura di n. 3 posti di categoria D, limitatamente alla parte relativa al punteggio assegnato alla ricorrente ed alla conseguente posizione in graduatoria della stessa;
  • della nota prot. 1480 del 20.01.2000 a firma del Vicesegretario del Comune con la quale sono state fornite delucidazioni in ordine alla mancata valutazione di alcuni titoli posseduti dalla ricorrente.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visti l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata;

Viste l’ordinanza n. 584 del 4 aprile 2000, con la quale questo Tribunale ha respinto la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato per mancanza del presupposto del danno grave ed irreparabile;

Designato relatore alla pubblica udienza del 19 aprile 2005 ilReferendario dott.ssa Mara Bertagnolli;

Uditi in udienza i procuratori delle parti come da verbale;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO

La ricorrente, dipendente del Comune di Partanna, categoria funzionale C, profilo professionale istruttore contabile, ha presentato domanda per la partecipazione al concorso bandito dal medesimo Comune per la copertura di n. 3 posti di categoria D ed in particolare per quello relativo alla figura di istruttore direttivo servizi contabili, area economico-finanziaria.

Alla stessa veniva, quindi, assegnato un punteggio pari a complessivi punti 22,80 che la collocava in quarta posizione nella graduatoria impugnata e che la ricorrente contestava, non appena conosciuta la valutazione, con nota con la quale venivano richiesti chiarimenti in ordine alla mancata considerazione come riconducibile alla categoria D del servizio prestato quale ragioniere-economo del Comune.

Avverso i provvedimenti impugnati sono stati perciò dedotti, con ricorso ritualmente notificato e depositato, i seguenti vizi:

  • violazione delle disposizioni in materia di semplificazione della documentazione amministrativa che impongono all’amministrazione l’acquisizione d’ufficio dei documenti di cui è essa stessa in possesso o, addirittura, che sarebbe essa stessa a dover rilasciare;
  • mancanza e difetto di motivazione in relazione alla mancata valutazione, quale titolo, del servizio prestato presso la medesima amministrazione;
  • violazione e falsa applicazione di legge per la mancata valutazione del servizioprestato come ragionere economo (corrispondente alla VII qualifica funzionale).

Si è costituita l’Amministrazione intimata, sostenendo che il servizio prestato dalla ricorrente quale ragioniere-economo è stato puntualmente valutato, ancorché riconducendolo alla categoria C - in cui la stessa ricorrente dichiara di essere inquadrata - e non anche, come essa pretenderebbe, alla categoria D; nessuno dei vizi denunciati sarebbe quindi ravvisabile.

DIRITTO

Il ricorso, seppur articolato in tre distinti motivi, si impernia in realtà attorno ad un’unica circostanza: la mancata valutazione, tra i titoli vantati dalla ricorrente, del servizio prestato come ragioniere – economo quali prestazioni di carattere equivalente a quelle proprie della posizione messa a concorso.

Ancorché venga lamentata una violazione della normativa in materia di semplificazione correlata alla mancata acquisizione d’ufficio dei documenti già in possesso dell’amministrazione (attestanti la natura e durata delle prestazioni svolte e che dovrebbero essere valutate), in concreto essa non può essere ravvisata alla luce di una corretta prospettazione della fattispecie.

In primo luogo, con riferimento all’impugnata nota di chiarimenti (priva di autonoma efficacia lesiva di posizioni giuridiche soggettive facenti capo alla ricorrente) all’amministrazione intimata non può che essere imputato l’uso di una non felice formula nel comunicare le motivazioni che stanno alla base della contestata valutazione dei titoli operata dall’apposita Commissione, laddove si legge che “Dalle delibere allegate risulta l’attribuzione dell’incarico, ma non risultano attestati né l’effettuazione del servizio, né lo svolgimento senza demerito.”.

Qualora la ragione della mancata attribuzione del preteso maggiore punteggio fosse veramente stata quella ora riportata, la ricorrente avrebbe avuto ben donde di lamentare la violazione del principio in forza del quale non può essere richiesta l’esibizione di documentazione che la stessa amministrazione dovrebbe rilasciare.

Nel caso di specie, invece, deve ritenersi, esaminata la documentazione prodotta, che la questione si presentasse solo apparentemente come di “prova”, trattandosi in concreto dell’impossibilità di valutare quale (maggiore) titolo il, comunque non dimostrato, esercizio di mansioni superiori. Ne è discesa una corretta qualificazione del servizio prestato dalla ricorrente, come servizio riconducibile alla sua categoria di appartenenza e cioè alla categoria C, dalla stessa peraltro non contestata ed anzi esplicitamente dichiarata (né poteva essere diversamente, considerato che la deliberazione della Giunta comunale 18 marzo 1998, n. 47 di approvazione della nuova pianta organica del Comune dà atto della collocazione della stessa nella VI qualifica).

Il periodo di servizio cui l’interessata fa riferimento laddove lamenta la mancata considerazione risulta, pertanto, essere stato invece puntualmente valutato dall’amministrazione, ancorchè considerato e computato come servizio prestato nella qualifica immediatamente inferiore a quella messa a concorso e non anche nella medesima, come avrebbe preteso la ricorrente.

E’ evidente che risulta perciò infondato il primo motivo di ricorso, in quanto l’amministrazione non solo ha considerato tutto il periodo di servizio prestato presso l’ente dalla ricorrente, ma ha anche, in ossequio alla disciplina vigente, acquisito d’ufficio l’attestazione del vice segretario comunale ai fini di comprovare la durata dello stesso e di verificare se sia stato prestato meritevolmente.

Altrettanto deve ritenersi per quanto attiene al secondo motivo di illegittimità dedotto e rappresentato dalla carenza di motivazione ravvisata in relazione alla nota con cui ilComune ha fornito i chiarimenti richiesti. Nonostante l’opinabiletenore letteralestessa, il cui reale significato, corrispondente a quello più sopra rappresentato, può essere compiutamente compreso solo tenendo conto delle informazioni ricavabili dal verbale di valutazione dei titoli, non si può dimenticare che il provvedimento concretamente lesivo della posizione giuridica per la cui tutela la ricorrente agisce è rappresentato esclusivamente dal verbale della Commissione di concorso e dalla successiva approvazione della graduatoria.

La nota di chiarimenti in questione non rappresenta, infatti, un provvedimento e quindi, se da un lato non sarebbe nemmeno suscettibile di impugnazione, dall’altro non necessita certo di specifica motivazione.

Infine, sulla scorta di tutto il ragionamento sin qui condotto, il Collegio non può che respingere il ricorso anche sotto il profilo evidenziato con il terzo motivo di ricorso, il quale rappresenta nello specifico la reale doglianza della ricorrente: la mancata valutazione delle mansioni superiori asseritamene svolte negli anni di riferimento quale servizioprestato in un “profilo corrispondente a quello messo a concorso” (categoria D).

È evidente che, come correttamente ritenuto dalla Commissione di valutazione, nell’ambito di procedure di selezione pubbliche possono essere valutate, quali titoli specifici, solo le prestazioni effettuatesulla base della qualifica professionale attribuita dall’amministrazione mediante assegnazione e non anche le eventuali mansioni superiori svolte in via di fatto dal dipendente. Nel caso di specie, la ricorrente risultava collocata, al momento della preposizione della stessa all’esercizio delle funzioni di ragioniere economo, nella VI qualifica funzionale (ora categoria C), come espressamente danno atto le stesse delibere di assegnazione richiamate nel ricorso; essa, pertanto, non potrebbe che dolersi per la mancata corrispondenza tra prestazioni effettuate e collocamento in ruolo.

Dato il carattere assorbente di tale considerazione, con riferimento alla riconducibilità della figura del ragioniere-economo alla pretesa VII qualifica funzione ci si limita a dare conto del fatto che secondo l’interpretazione che appare maggiormente condivisibile la figura del ragioniere economo, non rappresentandoun’autonoma qualifica può, alla luce delle prestazioni che la caratterizzano, essere ricondotta sia alla VI che alla VII qualifica funzionale, a seconda dell’effettivo inquadramento nella pianta organica del soggetto che viene preposto all’incarico.

Sussistono giustificati motivi per la compensazione delle spese, avuto riguardo alla natura della controversia.

P. Q. M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione terza, respinge il ricorso in epigrafe.

Dispone la compensazione tra le parti delle spese del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.

Così deciso in Palermo, nella pubblica udienza del 19 aprile 2005.

___________________________________Presidente

___________________________________Estensore

___________________________________Segretario

 

 

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